Non arrendersi alla marginalizzazione dell’italiano
Discorso della presidente per l'Assemblea dei delegati 2017

Gianoli-presidenteNella sua annuale relazione all’Assemblea dei delegati la presidente della Pgi Paola Gianoli ha tracciato il quadro di un altro  anno ricco di soddisfazioni, ma anche di grandi sfide per il Sodalizio. Pubblichiamo di seguito un estratto del suo discorso ufficiale.

Discorso (da scaricare)

Contro la discriminazione dell’italiano nelle scuole

Care delegate, cari delegati,
il mio approccio all’attività di politica linguistica del Sodalizio non può che iniziare, ancora una volta, con l’argomento dell’iniziativa che intende abolire l’insegnamento dell’italiano e del romancio nelle scuole elementari dei comuni di lingua tedesca del nostro Cantone. Nonostante l’impegno della Pgi prima con la perizia affidata al professor Adriano Previtali e quindi con il ricorso scritto dal professor Andreas Auer, lo scorso 3 maggio, dopo un lungo dibattimento, la prima Corte di diritto pubblico del Tribunale federale ha rigettato la richiesta d’impugnazione della sentenza emessa dal Tribunale amministrativo cantonale circa la validità dell’iniziativa, che Governo e Gran Consiglio retico avevano al contrario ritenuto nulla.

Si sperava quel giorno di poter chiudere definitivamente la lunga parentesi d’incertezza apertasi nel maggio 2013, quando aveva preso avvio la raccolta delle firme per il deposito di questa iniziativa che, sotto le mentite spoglie di preoccupazioni pedagogiche, vuole in realtà inserire nel nostro ordinamento una chiara discriminazione delle lingue e delle comunità linguistiche minoritarie. Con sconcerto e delusione abbiamo preso atto che i giudici federali non abbiano voluto chiudere questa parentesi. La netta spaccatura della Corte federale, che si è pronunciata con una sentenza, per così dire, “sul filo del rasoio”, ha tuttavia mostrato che le principali obiezioni sollevate dal Sodalizio non erano per nulla peregrine. Cionondimeno, la stessa sentenza ha anche messo a nudo la carenza di tutela delle minoranze linguistiche nazionali nell’attuale legislazione: disposizioni giuridiche che sino a ieri potevano essere ritenute sufficienti, non lo sono più quest’oggi e per i giorni a venire, come ha recentemente notato anche il professor Thomas Burri. Per questi motivi la Pgi non vuole arrendersi ed è, anzi, ancor più motivata di ieri nella difesa dei principi che giustificano la sua esistenza ormai da cent’anni. La lotta continuerà anzitutto sul piano politico.

Il Governo sarà infatti presto tenuto a ripresentare al Parlamento grigione il testo dell’iniziativa: il Sodalizio s’impegnerà prima affinché il Gran Consiglio raccomandi il rigetto dell’iniziativa e quindi per mobilitare la popolazione – quella grigionitaliana in primo luogo ma anche e soprattutto quella dei comuni di lingua tedesca – a favore del “no”. Qualora, malauguratamente, l’iniziativa dovesse essere approvata in votazione, non sarà comunque ancora detta l’ultima parola, perché gli stessi giudici federali hanno già aperto una porta alla possibilità di un nuovo ricorso qualora l’applicazione dell’iniziativa non dovesse rispettare alcune assai onerose e complesse esigenze volte ad impedire o, meglio, a limitare, nonostante tutto, la discriminazione delle minoranze.

Non da ultimo la Pgi si batterà presso le istanze politiche federali affinché, abbandonando gli indugi, esse si mettano attivamente in moto per risolvere il problema dell’insegnamento delle lingue nazionali in tutta la Svizzera e perché quella “guerra delle lingue” che si è riusciti ad evitare a Turgovia, a Zurigo e a Lucerna non debba infine divampare nel cuore del trilingue Cantone dei Grigioni.

Perché la Pgi possa combattere questa iniziativa e altre future sfide è più che necessario dotare la fondazione «Amiche e amici della Pgi» dei mezzi finanziari adeguati, perché naturalmente – nonostante il sostegno di alcune Sezioni, della Lia Rumantscha e della Pro Svizra Rumantscha, che qui voglio calorosamente ringraziare – le spese del ricorso hanno inciso sul bilancio in maniera non indifferente. Come negli scorsi anni, perciò, ribadisco l’invito più sentito alle Sezioni perché contribuiscano a questo sforzo!


Per un rafforzamento dell’informazione

L’impegno nel settore dei media è stato uno dei punti forti dell’attività della Pgi negli ultimi anni: la necessità di uno sforzo verso una maggiore inclusione del Grigionitaliano nella vita del proprio Cantone e del proprio Paese, in cui l’informazione gioca un ruolo essenziale, può invero essere considerato la scintilla che ha dato vita al nostro Sodalizio. Non serve portare esempi – l’elenco sarebbe lungo – per mostrare come l’ambito dei media abbia subìto in tempi recenti mutamenti profondi, con ripercussioni che vanno spesso a toccare i gruppi più piccoli, commercialmente poco redditizi e politicamente poco influenti.

Come annunciato nel corso dell’ultima Assemblea, nel mese di aprile ha preso avvio il servizio in lingua italiana dell’Agenzia telegrafica svizzera a Coira, per la cui realizzazione il Sodalizio ha alacremente lavorato: questa è certamente una buona notizia, un’opportunità ben accolta e ben sfruttata anche dai nostri media grigionitaliani.

A fianco di questo bel raggio di sole, tuttavia, non si può nascondere l’esistenza di qualche oscura nube all’orizzonte: le difficoltà finanziarie di alcuni nostri media, a cominciare dalla «Voce del San Bernardino», oppure una situazione economica che rende difficile immaginare una maggiore crescita sono – crediamo – situazioni note a tutti. Il sostegno pubblico è stato sinora esiguo, limitato ad arginare in qualche misura eventuali casi di deficit. Per questo motivo la Pgi ha sostenuto l’interpellanza del granconsigliere Manuel Atanes, sottoscritta da una cinquantina di parlamentari, che chiedeva al Governo di rivedere le norme che regolano il finanziamento dei media di lingua italiana e romancia.

La risposta scritta del Governo all’interpellanza è stata deludente e la discussione parlamentare posticipata alla sessione di dicembre: non possiamo fare altro che augurarci che nel frattempo il Governo modifichi la propria posizione, smuovendosi dalla rigida conservazione di uno status quo che non promuove realmente i nostri media, limitandosi a proteggerli in una piccola parte dai rischi di un deficit. Nel frattempo, però, pochissimi giorni fa, è giunta una buona notizia dallo stesso Governo, che si è tempestivamente mostrato pronto a sostenere l’avvio del progetto d’integrazione della «Voce del San Bernardino» e del «Grigione Italiano»; l’assenza di questo sostegno immediato avrebbe significato la fine di un giornale cartaceo dedicato al Moesano – la regione grigionitaliana più popolosa – e al tempo stesso la perdita dell’opportunità di vedere finalmente nascere un media rivolto al Grigionitaliano tutto.

Questo è, per così dire, il cerchio più piccolo: passando a una sfera più ampia, qualche parola merita anche la presa di posizione del Sodalizio sulla revisione parziale dell’ordinanza sulla radiotelevisione. Grazie al coincidente parere espresso dalla Pgi, dal Governo retico e da altri attori vi è da sperare che il Consiglio federale torni sui suoi passi circa l’inspiegabile proposito di ritoccare la zona di copertura radiofonica che interessa il Cantone dei Grigioni, assegnando la regione Moesa unicamente alla zona di copertura del Sopraceneri, anziché mantenere quella doppia appartenenza che oggi la contraddistingue. Se la legge vuole che il servizio pubblico partecipi al compito di rafforzare la coesione nazionale, allora è anche legittimo chiedere che le emittenti private con partecipazione al canone portino un contributo a favore della coesione sociale a livello cantonale e regionale: amputare il Moesano dalla zona di copertura radiofonica andrebbe in direzione contraria a questi scopi e a quegli obiettivi ideali che la Pgi persegue fin dalla sua fondazione.

Cogliendo l’opportunità di questa consultazione, la Pgi ha inoltre già anticipato i temi da discutere in vista del rinnovo della concessione rilasciata al gruppo Somedia: come già sottolineato diverse volte dal Sodalizio, attualmente il rispetto degli obblighi previsti dalla concessione nei confronti della popolazione italofona dei Grigioni e delle regioni Bernina e Maloja non è assicurato e la Confederazione deve migliorare i propri strumenti di controllo.

Ampliando ulteriormente il cerchio, infine, bisogna anche dare una sintesi del dialogo avviato due anni fa con la direzione della RSI sulla base di un esteso e dettagliato lavoro di monitoraggio svolto dal Sodalizio con speciale riguardo all’ambito degli approfondimenti televisivi che mostrava, da un lato, una senz’altro lacunosa attenzione nei confronti del Cantone dei Grigioni e, dall’altro lato, un’eccessiva concentrazione sul Canton Ticino anziché sulla Svizzera in generale. Per il Grigionitaliano il servizio informativo e culturale della RSI è senz’altro un punto di riferimento fondamentale e degno della maggiore tutela. Il servizio pubblico radiotelevisivo trova la sua «ragione d’essere» nell’obiettivo di rafforzare la coesione nazionale, obiettivo che può essere raggiunto unicamente tramite l’inclusione nella programmazione di tutte le componenti della nostra società, anche e in particolar modo delle più piccole. Un puntuale riferimento alle conclusioni della Pgi su questo dossier è anche contenuto nel quarto rapporto del Consiglio federale sull’applicazione della Convenzione-quadro del Consiglio d’Europa per la protezione delle minoranze nazionali pubblicato nel mese di febbraio.

Come si è almeno in parte già potuto notare, i programmi della RSI hanno iniziato a dedicare vieppiù maggiore spazio al Cantone dei Grigioni. Questo impegno, già dispiegato e rafforzato nel settore radiofonico, verrà ora garantito con maggiore regolarità anche nell’ambito televisivo. Con una recente dichiarazione d’intenti la SRG SSR vuole in futuro assicurare un’adeguata attenzione nei confronti dei Grigioni nelle trasmissioni televisive d’informazione della RSI, tanto nella cronaca d’attualità quanto, soprattutto, nei dibattiti e negli approfondimenti: «60 minuti», «Democrazia diretta» e «Falò», senza escludere altre trasmissioni come «Tempi moderni» e «Storie». Un ulteriore impegno è stato preso per lo scambio di materiali video tra RSI e RTR e per la sottotitolazione in italiano della trasmissione «Cuntrasts».

La Pgi è soddisfatta di questo primo risultato raggiunto e spera che questa rinnovata attenzione per la minoranza grigionitaliana possa crescere e mostrarsi duratura. Non si può d’altro canto dimenticare che ogni conquista che potrà essere ottenuta in questo campo sarà possibile solo e unicamente finché il campo di gioco stesso continuerà ad esistere. Accantonando le ruggini di un passato di rapporti non sempre facili, la voce della Pgi e del Grigionitaliano contro l’iniziativa «No-Billag» deve perciò farsi udire con chiarezza come voce di chi nella fine o in un drastico ridimensionamento della SRG SSR ha tutto da perdere e nulla da guadagnare.


Per la difesa e la promozione delle minoranze linguistiche a tutti i livelli

Alla fine dello scorso anno la Pgi ha potuto accogliere con favore le raccomandazioni del Consiglio d’Europa per l’applicazione della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie. A conclusione del sesto rapporto periodico sulla Svizzera, la prima delle tre raccomandazioni espresse riguardava infatti l’italiano nel Cantone dei Grigioni, con l’invito alle autorità a «continuare a promuovere l’uso dell’italiano nell’amministrazione cantonale e nel settore pubblico sotto il controllo cantonale». Sulla base delle informazioni fornite dal Sodalizio, gli esperti del Consiglio d’Europa hanno segnalato che «la conoscenza dell’italiano del personale amministrativo del cantone è insufficiente in numerose aree, tra cui quella dell’amministrazione centrale» e soprattutto che «le procedure di reclutamento delle istituzioni cantonali sono discriminatorie verso chi parla italiano».

Il tema del servizio pubblico a favore della minoranza italofona nei Grigioni, inteso nel senso più ampio dell’espressione, è d’altro canto stato al centro dell’incontro svoltosi all’inizio di giugno a Poschiavo con la direttrice dell’Ufficio federale della cultura Isabelle Chassot. Dopo un lungo viaggio oltre i passi alpini, che da solo ha potuto rendere l’idea di che cosa significhi vivere alla «periferia» non solo in senso geografico, ma anche dal punto di vista linguistico, la direttrice Chassot ha potuto incontrare e ascoltare diversi rappresentanti del Grigionitaliano negli ambiti della politica locale e cantonale, della scuola, dei media e della cultura. La mattina seguente a questo incontro l’attenzione si è concentrata sulla questione dei nostri media grigionitaliani, di cui ho già prima parlato, e quindi sul tema dell’insegnamento delle seconde lingue, un tema che Isabelle Chassot conosce in maniera approfondita, essendo stata per undici anni a capo del Dipartimento dell’educazione del Canton Friburgo, un cantone plurilingue come i nostri Grigioni, e presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione dal 2006 al 2013. Accolta presso le scuole comunali di Poschiavo, la direttrice Chassot ha potuto prendere attivamente parte a una lezione di tedesco: una lingua non semplice, ma anche lingua con cui tutti i ragazzi si sono dovuti confrontare quotidianamente dopo pochi mesi soltanto, con l’inizio della propria formazione post-obbligatoria a Coira o in Engadina. Con sorpresa Isabelle Chassot – rimasta molto colpita dalla preparazione degli alunni – ha invitato la classe a visitare in sua compagnia la Biblioteca nazionale svizzera e il Palazzo federale.

E proprio con due, anzi tre notizie che giungono da Palazzo federale – una non tanto buona, le altre due senz’altro positive – voglio concludere questa panoramica sul lavoro e sulle novità nell’ambito della politica linguistica del Sodalizio. Cominciamo da una delle due buone notizie, che naturalmente tutti conoscono: l’elezione dell’onorevole Ignazio Cassis in Consiglio federale. L’assenza di un rappresentante di lingua italiana nel Governo del nostro Paese durava ormai da quasi vent’anni: un periodo decisamente lungo e che avrebbe rischiato di dilatarsi per un tempo indefinito se questa propizia occasione non fosse stata colta. La domanda riguardante la composizione linguistico-culturale del nostro Governo era ed è essenziale. Ciò che tiene insieme la Svizzera sono infatti le sue istituzioni e tra queste il Consiglio federale è quella più importante. Quale rappresentante della “minoranza nella minoranza” di lingua italiana in Svizzera, la Pgi ha dunque voluto appoggiare attivamente e con convinzione la candidatura di Ignazio Cassis, che come copresidente dell’intergruppo parlamentarie «Italianità» ha già dimostrato di saper rappresentare la Svizzera italiana ben al di là della difesa d’interessi legati a un singolo cantone. Il suo primo discorso e le interviste rilasciate nel giorno dell’elezione hanno comprovato questa volontà di Cassis – che speriamo di avere come ospite in occasione dell’Assemblea del prossimo anno a Roveredo – di prestare attenzione alla questione della lingua e al nostro Cantone dei Grigioni e al nostro Grigionitaliano, che sono stati più volte citati e ringraziati.

Quindi ecco la seconda notizia, che può fungere da introduzione alla terza. Nel quadro delle misure generali di risparmio della Confederazione è probabile che già dal prossimo anno il sostegno federale all’attività del Sodalizio venga decurtato di qualche punto percentuale. Nulla di grave, per il momento, ma pur sempre un invito a non dare per scontato, a non considerare un atto dovuto questo fondamentale sostegno che riceviamo da Berna, senza cui tutto ciò che oggi facciamo, in tutti i campi, non potrebbe essere immaginato.

La terza notizia, invece, è giunta la mattina del 28 settembre, pochi minuti prima che dalla stazione di Berna partisse il treno diretto a Bellinzona per i festeggiamenti ufficiali del neoconsigliere federale Ignazio Cassis. Distanziandosi dalla raccomandazione del Governo, a larghissima maggioranza il Consiglio nazionale ha infatti scelto di appoggiare il postulato Allegra, lunga vita al romancio e all’italiano presentato dall’onorevole Silva Semadeni, fin da principio sostenuto con forza dalla Pgi. Il postulato chiede alla Confederazione di verificare se le misure attualmente adottate per la promozione delle lingue minoritarie a tutti i livelli siano realmente sufficienti a raggiungere gli scopi auspicati dalla Legge sulle lingue.

I risultati della già prevista verifica delle prestazioni erogate a favore delle lingue minoritarie nei Grigioni dallo stesso Cantone, dai comuni, dalle organizzazioni linguistiche – Pgi e Lia Rumantscha – e dalla ANR saranno dunque integrati in un più ampio rapporto messo a disposizione del dibattitto parlamentare e non relegati nell’ombra dei servizi amministrativi. La Pgi gioisce perché finalmente l’impegno del Cantone nel campo della promozione delle lingue – a nostro avviso in molti punti insufficiente, se solo pensiamo agli ambiti della scuola, dell’amministrazione, del servizio pubblico in generale –, per la prima volta questo impegno sarà sottoposto a una verifica esterna. Nulla viene tuttavia dato senza contropartita: come già detto, anche la Pgi sarà oggetto di questa verifica e quindi ancora maggiore deve essere la nostra convinzione nel lasciare che lo spirito del mandato pubblico di cui siamo rivestiti pervada e animi fino in fondo la nostra azione.


Care delegate, cari delegati,
spero di non avervi tediato eccessivamente con questa panoramica, peraltro incompleta, sull’attività del Sodalizio nell’anno che precede il suo centesimo anniversario di vita: come potete constatare, confidando nella bontà del vostro giudizio, il nostro impegno a favore del Grigionitaliano è costante e non rallenta mai.

Come già sapete, questo è il mio ultimo discorso in veste di presidente della Pgi, una carica che ho assunto con entusiasmo all’inizio dell’anno 2014 ma a cui ora rinuncio per motivi personali, felice comunque di poter passare le redini del Sodalizio nelle mani di un più che degno successore. È stata ed è tuttora un’esperienza intensa, un arricchimento. Prima di concludere, voglio perciò ringraziare di cuore tutti i volontari che hanno contribuito al lavoro della Pgi in questi anni: il Consiglio direttivo, i comitati sezionali, i redattori delle nostre pubblicazioni, i membri delle commissioni, tutti quanti, e naturalmente un grazie di cuore va ai nostri collaboratori della Sede centrale e dei Centri regionali per il loro grande impegno e immenso lavoro.

Paola Gianoli, presidente Pgi