Pgi Engadina: una casa per tutti gli italofoni della regione

PaolaGianoli2Al termine della 1° Assemblea dei soci della neonata sezione Pgi Engadina, che ha confermato all'unanimità gli organi provvisori nominati dall'Assemblea costitutiva del 18 settembre scorso,  la Presidente della Pgi Paola Gianoli ha rivolto un caloroso saluto ai nuovi soci e al Comitato.


Stimato Presidente e membri del Comitato,
Stimate socie e stimati soci della Pgi Engadina,

Vi ringrazio di cuore per l’invito a portare un breve saluto alla vostra prima Assemblea, un saluto non solo mio personale ma anche a nome di tutto il Consiglio direttivo della Pgi.
Con questa Assemblea giunge al termine un lavoro iniziato alcuni anni fa con lo scopo di portare la Pro Grigioni Italiano in Engadina, un territorio attiguo a due regioni grigionitaliane, la Bregaglia e la Valposchiavo e che soprattutto conta una numerosissima comunità di lingua italiana.

Alcuni anni fa il Sodalizio ha infatti deciso di investire parte delle sue risorse finanziarie e di personale con l’obiettivo di rafforzare la lingua italiana, la sua immagine nella parte tedescofona e romanciofona del nostro Cantone. Elemento centrale di questa strategia era anche la creazione di una sezione Pgi in Engadina, non da ultimo per la funzione di «anello di congiunzione» che questo territorio rappresenta per il Grigionitaliano. Il successo di pubblico che gli eventi di animazione culturale sinora realizzati in Engadina hanno raggiunto dà pienamente ragione alla scelta del Sodalizio. Si potrebbe azzardare l’ipotesi che sia stato un errore non tentare prima il passo oltre il Bernina e il Maloja! Rivolgiamo però questa sera lo sguardo al futuro, che mi auspico ricco di soddisfazioni e per il quale potete contare sul sostegno del Consiglio direttivo.

Chi vi parla è stata per tredici anni attiva come presidente della Pgi Romandia, una sezione «fuori Valle», come si diceva una volta. So quindi bene che il momento conviviale, il trovarsi insieme a persone con radici linguistiche e culturali comuni, è importante come la stessa animazione culturale perché aiuta a sentirsi un po’ a casa, a ritornare in famiglia. Spero che la Pgi Engadina diventi quindi una sorta di casa per tutti gli italofoni e per tutti i cultori della lingua italiana in questa regione e che si impegni per affrancare maggiormente la nostra lingua nel mondo culturale ma anche nella vita pubblica engadinese.

Le strategie della Sede centrale della Pgi, le risorse finanziare che si è pronti a impiegare, gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere, non servono a molto se non vi è l’entusiasmo di persone che in loco si impegnano e si mettono in gioco per la nostra causa. È quindi più che doveroso ringraziare Franco Milani, il vostro presidente sezionale, che fin dall’inizio ha creduto in questa iniziativa e ha investito forze e tempo libero. Credo, caro Franco, che tu sia la prima persona nella storia quasi centenaria della Pgi a lasciare la carica di presidente di una sezione, quella del Valposchiavo, per assumere la stessa funzione in un’altra sezione!  La Pgi ti «perseguita» in ogni tuo spostamento! Grazie, Franco, per il tuo grande impegno! Sono inoltre fortemente grata agli altri membri del Comitato sezionale per la loro disponibilità, e non da ultimo anche ai nostri operatori culturali Arianna Nussio e Maurizio Zucchi, che stanno dimostrando flessibilità e impegno nel coordinare la loro attività in Valposchiavo e, rispettivamente, in Bregaglia con i loro impegni in Engadina.

Auguro quindi alla nostra neonata sezione le più grandi soddisfazioni!

 

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